30 gennaio 2013

Il 12 Agosto 2012 è entrata in vigore in Italia la Legge n. 134, legge di conversione del D.L. n.83 del 22 Giugno 2012. Molteplici i provvedimenti che sono stati introdotti, in questo articolo analizzeremo alcuni di questi provvedimenti allo scopo di evidenziarne le specificità. In particolar modo l’analisi prende in considerazione le novità introdotte relativamente ai criteri di deducibilità delle perdite su crediti, alla disciplina Iva in materia di cessioni e locazioni immobiliari, alla responsabilità del committente e dell’appaltatore per i debiti fiscali e alla nuova disciplina per il versamento dell’Iva dopo la riscossione dei corrispettivi.

Deducibilità perdite su crediti

Per quanto attiene la deducibilità delle perdite su crediti, le modifiche apportate dalla Legge in esame, ampliano le ipotesi di deducibilità automatica delle perdite su crediti in capo ai soggetti titolari di reddito di impresa. In particolare le modifica interessano sia le perdite relative ai crediti vantanti nei confronti di debitori assoggettati a procedure concorsuali e istituti assimilati, sia quelle relative ai crediti vantati nei confronti di debitori non assoggettati al tali procedure. Per quanto attiene ai crediti nei confronti di debitori assoggettati a procedure concorsuali e istituti assimilati, la Legge di conversione introduce l’automaticità della deducibilità, ovvero, mentre la normativa precedente consentiva in egual misura la deducibilità delle perdite sui crediti, ma subordinatamente alla dimostrazione dell’irrecuperabilità degli stessi, con le modifiche introdotte, le perdite su crediti diventano automaticamente deducibili, senza il preventivo obbligo della dimostrazione dell’irrecuperabilità, quando riguardano crediti verso società che avviano procedure concorsuali e/o istituti similari, ad eccezione dei piani attestati di risanamento, ai sensi e per gli effetti dell’Art. 67, comma 1, lettera d) L.F. Per i crediti verso soggetti non interessati da procedure concorsuali è stato stabilito che gli elementi certi e precisi, atti a fondare il diritto alla deducibilità della perdita sussistono in ogni caso quando, il credito è di modesta entità ed è decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza del pagamento, o quando il diritto alla riscossione del credito è prescritto, le due ipotesi sono tra loro alternative ed è quindi sufficiente, che ricorra una delle due per poter dedurre la perdita.

Disciplina IVA in materia di cessione e locazioni immobiliari

Importanti novità riguardano anche la disciplina Iva in materia di cessioni e locazioni immobiliari, il legislatore ha, infatti, riscritto i numeri 8), 8-bis) e 8-ter) dell'art. 10 del DPR 633/72, introducendo nuove ipotesi di imponibilità IVA su opzione, riducendo così il campo di applicazione dell’esenzione da IVA (che rimane, però, la "regola generale" applicabile alle operazioni di cessione e locazione di fabbricati poste in essere da soggetti passivi IVA). In seguito all’entrata in vigore del DL 83/2012, diviene possibile optare per l'applicazione dell'IVA (mediante apposita dichiarazione espressa in atto dal cedente o dal locatore):
  • dal 26.6.2012, per le locazioni di fabbricati abitativi poste in essere, in veste di locatore, dall’impresa costruttrice o ristrutturatrice;
  • dal 26.6.2012, per tutte le locazioni di fabbricati strumentali, da chiunque operate;
  • dal 26.6.2012, per le cessioni di immobili abitativi operate, delle imprese di costruzione o di ristrutturazione, oltre 5 anni dopo l’ultimazione della costruzione o dell’intervento di recupero (mentre quelle operate entro i 5 anni, dalle medesime imprese, sono imponibili per obbligo);
  • dal 12.8.2012 (in quanto questa norma è stata inserita in sede di conversione del DL 83/2012 nella L. 134/2012), per le cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal DM 22.4.2008, da chiunque operate;
  • dal 26.6.2012, per le cessioni di immobili strumentali, da chiunque operate, con esclusione della sola ipotesi residuale di imponibilità per obbligo, operante in caso di cessione di fabbricati strumentali effettuata dall’impresa di costruzione o ristrutturazione entro 5 anni dall’ultimazione dei lavori.
Si precisa che per:
  • "impresa costruttrice" (o "impresa di costruzione"), si intende l'impresa che ha costruito l’immobile oggetto di cessione o locazione;
  • "impresa ristrutturatrice" (o "impresa di ristrutturazione") si intende l'impresa che ha eseguito sull’immobile oggetto di cessione o locazione, anche tramite imprese appaltatrici, un intervento di restauro conservativo, ristrutturazione edilizia o ristrutturazione urbanistica (si tratta degli interventi di cui all’art. 31 co. 1 lettere c), d) ed e) della L. 5.8.78 n. 457, ora disciplinati dall’art. 3 co. 1 lettere c), d) ed f) del DPR 6.6.2001 n. 380).
Relativamente alle cessioni di immobili abitativi sono imponibili IVA:
  • per obbligo, se si tratta di cessioni operate dall’impresa di costruzione o ristrutturazione entro 5 anni dall'ultimazione dell'intervento;
  • per opzione (espressamente manifestata in atto dal venditore), se si tratta di:
    • cessioni operate dall'impresa di costruzione o ristrutturazione oltre 5 anni dall'ultimazione dell'intervento;
    • cessioni di alloggi sociali, da chiunque operate (tale disciplina è entrata in vigore il 12.8.2012, in quanto introdotta in sede di conversione del DL 83/2012 nella L. 134/2012);
esenti da IVA, invece le cessioni di:
  • di fabbricati abitativi (diversi da alloggi sociali) operate da soggetti diversi dall’impresa di costruzione o ristrutturazione;
  • cessioni di alloggi sociali o di cessioni di fabbricati abitativi operate dall’impresa di costruzione o ristrutturazione oltre 5 anni dall’ultimazione dell’intervento e solo se il cedente non ha espresso in atto l’opzione per l’imponibilità IVA.

Responsabilità del committente e dell'appaltatore per i debiti fiscali.

Ulteriormente modificata con la Legge de quo anche la disciplina in materia di responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore in ambito fiscale, contenuta nell’art. 35 del DL 4/07/2006 n. 223 convertito nella L. 4/08/2006 n. 248. Per effetto della nuova disciplina, viene, infatti, stabilito che l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore del versamento all’Erario:
  • delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente;
  • dell'IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del contratto di appalto.
La norma esclude tale responsabilità se l'appaltatore/committente acquisisce la documentazione attestante che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore/appaltatore, documentazione che, secondo quanto previsto dalla stessa disposizione, può consistere anche nella asseverazione rilasciata dal CAF o da professionisti abilitati. La disposizione prevede, inoltre, che sia l’appaltatore che il committente possono sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto al subappaltatore/appaltatore fino all’esibizione della predetta documentazione. Le nuove disposizioni in materia di responsabilità dell’appaltatore e del committente si applicano in relazione ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi:
  • dai soggetti che stipulano i predetti contratti nell’ambito di attività rilevanti ai fini IVA;
  • dai soggetti IRES, di cui all’art. 73 del TUIR;
  • dallo Stato e da Enti pubblici, di cui all’art. 74 del TUIR.

Nuovo regime per la liquidazione dell'IVA per cassa

Infine, la normativa in esame introduce le disposizioni attuative del nuovo regime dell'IVA per cassa, stabilendo la decorrenza della nuova disciplina. La nuova disciplina dell’IVA per cassa si applica alle operazioni effettuate dall'1.12.2012. Dalla suddetta data sarà abrogato l’attuale regime dell'IVA per cassa, di cui all'art. 7 del DL 29.11.2008 n. 185 convertito nella L. 28.1.2009 n. 2 e al DM 26.3.2009. La liquidazione dell’IVA per cassa è ammessa per i soggetti passivi che, nell’anno solare precedente, hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro, pertanto, risulta ampliata la platea dei soggetti interessati alla nuova disciplina, posto che nell'attuale regime il limite del volume d'affari è pari a 200.000,00 euro. Gli effetti dell'opzione per il nuovo regime dell'IVA per cassa si producono esclusivamente in capo al cedente o prestatore, in quanto l'IVA relativa alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti soggetti passivi d’imposta diviene esigibile solo all’atto dell'incasso dei relativi corrispettivi, ovvero, decorso un anno dal momento di effettuazione dell'operazione, salvo che il cessionario o committente, anteriormente a tale termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali; A differenza dell'attuale regime, per il cessionario o committente, il diritto alla detrazione non è più "agganciato" al pagamento del corrispettivo, con la conseguenza che la detrazione Iva potrà avvenire fin dal momento della registrazione della fattura. Sono escluse dalla disciplina dell’IVA per cassa, le operazioni effettuate nell'ambito di regimi speciali di determinazione dell'imposta.