02 Janeiro 2015

In data 29 Dicembre 2014 è stata pubblicata la c.d. Legge di Stabilità 2015 (Legge n. 190 del 23 dicembre 2014) recante importanti disposizioni fiscali e tributarie, di seguito esplicitate. DURC E CREDITI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (Art. 1, commi 18 e 19). Il comma 18 dell’art. 1 della Legge 190/14, dispone che: la regolarità contributiva del cedente dei crediti certificati, mediante piattaforma elettronica, sia definitivamente attestata dal DURC (documento unico di regolarità retributiva). Il successivo comma 19 del medesimo articolo estende anche all’anno 2015 l’applicazione delle norme che consentono la compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione e certificati secondo le modalità previste dalla normativa vigente, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato. IRAP (Art. 1, commi da 20 a 25). • Ripristino misura base al 3,9%. Viene ripristinata la misura base del 3,9%, a decorrere dal 01/01/2015. • Sconto IRAP sul costo del lavoro dipendente Dal 2015 diventa integralmente deducibile dalla base imponibile IRAP di imprese e professionisti il costo dei dipendenti a tempo indeterminato nonché, per gli imprenditori agricoli, anche per i contratti a tempo determinato di durata almeno triennale, a condizione tuttavia che nei singoli periodi di imposta il lavoratore abbia prestato attività per almeno 150 giornate. Per giungere all’importo della deduzione, occorrerà tuttavia decurtare dal totale del costo del lavoro complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato le deduzioni spettanti ai sensi dei commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis.1 e 4-quater, art. 11 D.lgs. 446/1997. La nuova deduzione ai “[…] soggetti che determinano il valore della produzione ai sensi degli articoli da 5 a 9 del D.L. 446/1997”. Di conseguenza, risultano esclusi coloro che determinano il valore della produzione ai sensi degli articoli 10 e 10 bis del D.L. 446/1997, ovvero gli enti privati diversi dalle società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale (art.3, comma 1, lettera e) D.Lgs. n.446/1997), le amministrazioni pubbliche, nonché le amministrazioni della Camera dei Deputati, del Senato, della Corte costituzionale, della Presidenza della Repubblica e gli organi legislativi delle regioni a statuto speciale (art.3, comma 1, lettera e)-bis). Per gli imprenditori agricoli, nonché per le società agricole di cui all’articolo 2 D.Lgs. n.99/2004, la deduzione si applica previa autorizzazione della Commissione europea. • Credito d’imposta. A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, ai soggetti che determinano il valore della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9 del D.lgs. n. 446/1997, e che non si avvalgono di lavoratori dipendenti, spetta un credito di imposta da utilizzare, esclusivamente in compensazione orizzontale, a decorrere dall’anno di presentazione della corrispondente dichiarazione, pari al 10% dell'imposta lorda determinata secondo le disposizioni del citato decreto: questi contribuenti, dal 1° gennaio 2016, potranno dunque compensare, a mezzo F24, il 10% dell’imposta che risulterà dalla dichiarazione IRAP 2016. REGIME DEI MINIMI (Art. 1, commi da 54 a 89). Il nuovo regime, introdotto dalla Legge di stabilità, sostituirà dal 2015 i regimi agevolati attualmente in vigore: Minimi e nuove iniziative produttive. Chi usufruirà del regime calcolerà il reddito secondo un metodo forfetario e pagherà un'imposta sostitutiva del 15%. Il regime diventerà quello "naturale" per tutte le persone fisiche che svolgono o iniziano un'attività d'impresa, di arte/professione, e che possiedono determinati requisiti. Resterà comunque la possibilità di applicare le disposizioni ordinarie con espressa opzione. E' prevista un'eccezione per i contribuenti che al 31.12.2014 sono nel regime dei Minimi: essi possono continuare ad applicarlo (anche se legalmente soppresso) fino al termine del quinquennio ovvero al compimento dei 35 anni d’età. Possono aderire al regime (e continuare a restarvi) le persone fisiche esercenti attività d'impresa o arte o professione che nell'anno solare precedente abbiano: • conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a determinate soglie che variano a seconda dell'attività svolta. Nel caso di esercizio contemporaneo di più attività, contraddistinte da diversi codici ATECO, conta il limite più elevato dei ricavi e compensi relativi a tali codici; • sostenuto spese per l'acquisizione di lavoro per importi complessivamente non superiori a 5.000 Euro lordi a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore ex art. 60, TUIR; • sostenuto un costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, di beni mobili strumentali al 31.12 non superiore a 20.000 Euro (i beni utilizzati promiscuamente per l'esercizio dell'impresa, arte o professione, e per l'uso personale o familiare del contribuente concorrono al calcolo del limite di 20.000 Euro nella misura del 50%, indipendentemente dal loro effettivo utilizzo per l'attività esercitata). Ai fini di tale limite non vanno considerati: • i beni immobili comunque acquisiti ed utilizzati; • i beni di costo unitario non superiore a € 516,46; • conseguito redditi nell'attività d'impresa, arte o professione prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati (articoli 49 e 50 del TUIR). La verifica del criterio della prevalenza non è rilevante se il rapporto di lavoro è cessato o la somma dei redditi d'impresa, arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccede l'importo di 20.000 Euro. Le regole per l'entrata/uscita dal nuovo regime forfetario sono le consuete disposizioni in tema di rettifica della detrazione dell’IVA a credito e di eliminazione degli effetti di duplicazione dell’imposizione diretta. I contribuenti che al 31.12.2014 hanno adottato il regime dei minimi secondo la precedente formulazione possono continuare ad applicarlo (anche se legalmente soppresso) fino al termine del quinquennio ovvero al compimento dei 35 anni d’età. Il regime non può essere adottato dai soggetti: • che si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito (cessione di generi di monopolio, vendita di beni usati, agriturismo, ecc...); • non residenti. Il regime è comunque applicabile dai soggetti residenti in uno Stato UE/aderente al SEE qualora producano in Italia almeno il 75% del reddito; • che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati/porzioni di fabbricato, di terreni edificabili ex art. 10, comma 1, n. 8, DPR n. 633/72 ovvero di mezzi di trasporto nuovi nei confronti di soggetti UE; • che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone/associazioni professionali/srl trasparenti. Le cause di esclusione si riferiscono al momento di applicazione del regime, e non all'anno antecedente all'ingresso dello stesso (come per le condizioni di accesso al regime). I soggetti che adottano il regime forfetario beneficiano delle seguenti semplificazioni: • per quanto riguarda l'Iva sono in generale esonerati dal versamento dell'imposta (e di contro non hanno diritto alla detrazione dell'Iva a credito): • inoltre sono esonerati dall'obbligo: ➢ della registrazione delle fatture emesse/corrispettivi; ➢ della registrazione degli acquisti; ➢ della tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, ad eccezione per le fatture di acquisto e le bollette doganali; ➢ della dichiarazione e comunicazione annuale IVA; ➢ della comunicazione del c.d. spesometro; ➢ della comunicazione black list; ➢ della comunicazione delle dichiarazioni d'intento ricevute; • sono invece obbligati: • a numerare e conservare le fatture d'acquisto e le bollette doganali; • a certificare e conservare corrispettivi. A tal proposito sulle fatture emesse, al posto dell'Iva, andrà riportata la dicitura: "Operazione in franchigia da Iva", con l'eventuale indicazione della norma; • a presentare gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie; • a versare l'IVA in relazione agli acquisti di beni intraUE di importo annuo superiore a Euro 10.000 e ai servizi ricevuti da non residenti con applicazione del reverse charge. • per quanto riguarda le imposte sui redditi: • sono esonerati dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili; • determinano il reddito d'impresa o di lavoro autonomo in maniera semplificata, applicando ai ricavi/compensi percepiti un coefficiente di redditività, e scomputando da tale ammontare i contributi previdenziali obbligatori versati; • sono obbligati alla conservazione dei documenti ricevuti ed emessi; • per quanto riguarda l'IRAP, essi sono esclusi da tale imposta; • per quanto riguarda gli studi di settore, essi sono esonerati dalla loro presentazione (anche dai parametri); • per quanto riguarda gli adempimenti in qualità di sostituti d'imposta, essi: • non subiscono la ritenuta alla fonte e a tal fine rilasciano apposita dichiarazione che può essere inserita anche nella fattura; • non effettuano la ritenuta alla fonte. Sussiste comunque l’obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi il codice fiscale del percettore delle somme che non sono state assoggettate a ritenuta. Ai fini delle imposte dirette, il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi/compensi un coefficiente di redditività differenziato a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata, senza tener conto delle spese sostenute nell'anno. Questa è la principale novità del regime, in quanto diversamente da quanto avveniva con gli altri, il reddito non è più calcolato come differenza tra componenti positivi e negativi. Una volta determinato il reddito imponibile, si scomputano da esso i contributi previdenziali versati in base alla legge. L'eventuale eccedenza che non ha trovato capienza nel reddito dell'attività assoggettata al regime forfetario può essere portata in diminuzione dal reddito complessivo come onere deducibile. Il reddito così determinato è soggetto ad un’imposta pari al 15%, sostitutiva dell'Irpef e delle relative addizionali, nonché dell'IRAP. Il versamento dell'imposta sostitutiva segue le stesse regole previste per l'Irpef. Il nuovo regime forfetario presenta ulteriori agevolazioni nel caso in cui ad applicarlo siano dei soggetti che intraprendono una nuova attività. In tal caso, infatti, per il periodo d’imposta di inizio dell’attività e i 2 successivi, al sussistere di determinate condizioni, si gode di una diminuzione del reddito di 1/3. Novità rilevanti anche dal punto di vista del versamento dei contributi previdenziali. Tutti coloro che non sono iscritti ad un albo professionale nè tantomeno sono in possesso dei requisiti necessari per aderire alla gestione artigiani e commercianti dell'INPS, dovranno versare i contributi alla gestione separata, con un aliquota che è cresciuta fino al 30,72% e aumenterà ulteriormente nei prossimi anni di un punto percentuale all'anno, fino a raggiungere il 33,72% (salvo possibili interventi legislativi correttivi). In tabella, si riepilogano le soglie di reddito e i coefficienti per accedere al Regime dei Minimi. Settore                                                        Limiti compensi                 Coeff. redditività Industrie alimentari e delle bevande         35.000                                       40% Commercio all’ingrosso e al dettaglio                                                           40.000                                       40% Commercio ambulante e di prodotti alimentari e bevande                     30.000                                       40% Commercio ambulante di altri prodotti                                                            20.000                                        54% Costruzioni e attività immobiliari              15.000                                         86% Intermediari del commercio                       15.000                                         62% Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione                                                    40.000                                         40% Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi                15.000                                          78% Altre attività economiche                            20.000                                         67% ASSUNZIONI (Art. 1, commi da 118 a 124). Con l’approvazione della legge di Stabilità 2015 diventano altresì definitive le diverse misure introdotte in materia di lavoro. Le novità che la Legge di Stabilità 2015 introduce in materia di agevolazioni per l’assunzione sono sostanzialmente due: 1. l’introduzione dello “sgravio Renzi”; 2. la soppressione dell’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori disoccupati e cassaintegrati di lunga durata. • Il nuovo sgravio triennale. Per i nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato (esclusi apprendisti e domestici) sottoscritti con decorrenza dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre dello stesso anno, ai datori di lavoro viene concesso l’esonero per trentasei mesi dal versamento dei contributi previdenziali complessivi con esclusione dei premi e contributi dovuti all'INAIL È previsto inoltre un massimale pari a Euro 8.060 su base annua, da rapportarsi proporzionalmente in relazione alla durata del rapporto di lavoro nell’arco temporale considerato. Il legislatore individua un requisito specifico al fine dell’individuazione dei soggetti la cui assunzione consente di usufruire dell’esonero: deve trattarsi di lavoratori che nei sei mesi precedenti non siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro. Il campo di applicazione della norma è costituito dai datori di lavoro privati, con esclusione dei contratti di lavoro domestico, mentre nel settore agricolo non si applica la disciplina generale ma sono previste regole ad hoc contenute nei commi 119 e 120 dell’articolo 1 della Legge 190/14. L’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente. La misura dell’incentivo è uguale per tutti i datori di lavoro, mentre va ricordato che non sono ammessi allo sgravio i contratti d’apprendistato i quali peraltro risultano agevolati da altre disposizioni già in vigore che non vengono toccate dalla legge di Stabilità. • Il settore agricolo Per i datori di lavoro del settore agricolo sono previste regole particolari che, in determinati casi, possono consentire di fruire dello sgravio nel caso di stipula di contratti di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato, sempre decorrenti dal 1° gennaio 2015 e non oltre il 31 dicembre 2015. Questa volta i requisiti sono differenti rispetto agli altri datori di lavoro. Sono infatti esclusi i contratti relativi ai lavoratori che nell'anno 2014 risultino occupati a tempo indeterminato e relativamente ai lavoratori occupati a tempo determinato che risultino iscritti negli elenchi nominativi per un numero di giornate di lavoro non inferiore a 250 giornate con riferimento all'anno solare 2014. Inoltre, mentre per la generalità dei datori di lavoro non risultano previste particolari procedure o richieste, per usufruire dell'esonero i datori di lavoro agricolo dovranno presentare apposita domanda all'INPS. L’Istituto riconoscerà la possibilità di fruire dell’esonero in relazione alle risorse assegnate a valere per il finanziamento dell’agevolazione, in base all'ordine cronologico di presentazione. In caso di insufficienza delle risorse l'Istituto non prenderà in considerazione ulteriori domande, fornendo immediata comunicazione anche attraverso il proprio sito internet. Relativamente alle assunzioni con decorrenza 2015, infine, vengono soppresse le agevolazioni previste dall'articolo 8, comma 9, della Legge n. 407/1990 che consentivano l’esonero, parziale o totale, dei contributi previdenziali, assistenziali ed assicurativi, nel caso di assunzione di disoccupati o cassaintegrati da almeno 24 mesi. Potranno proseguire invece gli esoneri relativi ai contratti di lavoro stipulati con decorrenza anteriore al 2015. EROGAZIONI LIBERALI VERSO LE ONLUS (Art. 1, commi da 137 a 138). La Legge di Stabilità 2015 innalza i limiti per le detrazioni delle erogazioni liberali a favore delle Onlus. Si passa infatti da una quota di detrazione pari ad Euro 2.065 a una quota pari ad Euro 30.000 annui. La disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello chiuso al 31 Dicembre 2014. MORATORIA (Art. 1, comma 246). Entro fine marzo 2015, andrà sottoscritto un accordo per sospendere il pagamento della quota capitale delle rate per gli anni dal 2015 al 2017 dei mutui e dei finanziamenti per le famiglie, le micro, piccole e medie imprese. E stato inoltre prorogato, fino a marzo 2015, l’accordo per il credito già siglato nel 2013 (moratoria 2013) con scadenza 31 Dicembre 2014. REVERSE CHARGE E SPLIT PAYMENT (Art. 1, commi da 629 a 633). La Legge di Stabilità 2015 prevede tra le diverse misure di contrasto all’evasione fiscale l’applicazione del meccanismo del c.d. split payment. A seguito di tale novità, in vigore già dal 1° Gennaio 2015, i fornitori di beni e servizi nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato, degli enti pubblici territoriali, delle camere di commercio, degli istituti universitari e di altri soggetti (nella maggior parte dei casi acquirenti e committenti di cui all’art. 6, comma 5, D.P.R. n. 633/1972) non incasseranno l’IVA addebitata in via di rivalsa. È stato introdotto nel corpo del Decreto IVA il nuovo art. 17-ter in base al quale l’IVA addebitata ai sensi dell’art. 18 del D.P.R. n. 633/1972 è in ogni caso versata dagli acquirenti/committenti “secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze”. Il nuovo meccanismo non incide sulle modalità di fatturazione (che restano quelle ordinarie), ma sarà in grado di determinare più facilmente la formazione di posizione di credito nei confronti dei cedente/prestatori. La Legge de qua ha inoltre previsto ulteriori ipotesi di applicazione del reverse charge, che, come noto, prevede il passaggio degli obblighi di assolvimento dell’IVA dal soggetto cedente/prestatore al soggetto cessionario/committente. In recepimento dell’art. 199 par. 1, lettera a), della Direttiva n. 2006/112/CE, il Legislatore introduce nel D.P.R. 633/1972 la nuova lettera a-ter) del comma 6 dell’art. 17 prevedendo l’applicazione del reverse charge per le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici. Per le prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici, il reverse charge assume carattere oggettivo, applicandosi indipendentemente: • dal rapporto contrattuale; • dalla tipologia di attività esercitata. Inoltre, all’art. 17, comma 6, D.P.R. n. 633/1972 sono aggiunte le nuove lettere d-bis), d-ter), d-quater) e d-quinquies) in base alle quali - fino al 31 dicembre 2018 (co. 631) - il meccanismo dell’inversione contabile si applica anche: • ai trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra di cui all’art. 3 della Direttiva n. 2003/87/CE; • ai trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata Direttiva n. 2003/87/CE e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica; • alle cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo-rivenditore, ossia ad “un soggetto passivo la cui principale attività in relazione all’acquisto di gas, di energia elettrica [...] è costituita dalla rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di detti prodotti è trascurabile”; • alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività 47.11.1), supermercati (codice attività 47.11.2) e discount alimentari (codice attività 47.11.3). L’estensione del meccanismo del reverse charge è efficace a partire dal 1° gennaio 2015. Tuttavia, l’applicazione del reverse charge alle cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati, supermercati e discount alimentari, è subordinata al rilascio, da parte del Consiglio dell'Unione Europea, di una misura di deroga ai sensi dell'articolo 395 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006. Attraverso, poi, un ulteriore intervento, ma questa volta previsto dal settimo comma, dell’articolo 74 del D.P.R. 633/72, il reverse charge trova applicazione oltreché ai rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi, come già oggi previsto, anche alla cessione di bancali di legno (pellet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo. RAVVEDIMENTO OPEROSO E RIDUZIONE DELLE SANZIONI (Art. 1, commi da 634 a 641). La Legge di Stabilità 2015 modifica l’impianto normativo relativo all’istituto del ravvedimento operoso in particolare, a differenza di quanto finora consentito, sarà possibile accedere al ravvedimento operoso anche nei seguenti casi: - consegna del verbale di contestazione; - inizio di verifica e ispezione; - ricevimento di questionario. A partire dal 2015, data di entrata in vigore delle norme della Legge di Stabilità, i contribuenti grazie al nuovo ravvedimento operoso, potranno sanare i mancati versamenti senza limiti di tempo con sanzioni ridotte. I termini e le sanzioni vengono così rimodulate: • Entro 14 giorni dal termine per il versamento: sanzione dello 0,20% giornaliero; • Entro 30 giorni dal termine per il versamento: sanzione ridotta al 3%; • Entro 90 giorni dal termine per il versamento: sanzione ridotta al 3,3%; • Entro 1 anno dal termine previsto per il versamento: sanzione del 3,75%; • Entro 2 anni dal termine previsto per il versamento: sanzione del 4,2%; • Oltre 2 anni dal termine previsto per il versamento: sanzione del 5%; La sanzione piena, pari al 30%, resta applicabile solo nel caso in cui il Fisco intervenga attraverso la comunicazione di un accertamento. ENTI NON COMMERCIALI (Art. 1, commi da 655 e 656). Per gli enti non commerciali la parte di utili percepiti che non concorrono alla formazione del reddito imponibile si riduce dal 95% al 22,26%. Viene riconosciuto per il periodo d’imposta 1 Gennaio 2014 un credito d’imposta, pari alla differenza tra la nuova e la vecchia tassazione, da utilizzare in compensazione nel triennio 2016 – 2018 (1/3 del totale per ogni esercizio). TASI e IMU (Art. 1, commi 679, 692 e 693). La Legge 190/2014 conferma anche per l’anno 2015 l’aliquota massima della TASI (tassa sui servizi indivisibili) che non potrà infatti superare il 2,5 per mille, e prevede il differimento dell’IMU (imposta municipale unica) relativa al 2014 al 26 gennaio 2015. PELLET (Art. 1, comma 711). Le Legge 190/2014 aumenta dal 10% al 22% l’aliquota IVA applicabile alle cessioni del prodotto pellet di legno. TRACCIABILITÀ (Art. 1, comma 713). Il limite per la tracciabilità dei pagamenti delle associazioni viene elevato da Euro 516,46 a Euro 1.000,00.