30 Janeiro 2013

Il trattamento fiscale dei compensi erogati da società italiane a membri dei consigli di amministrazione residenti all'estero è un argomento di viva attualità anche in considerazione del fatto che sempre più spesso nei consigli di amministrazione di società italiane siedono amministratori stranieri espressione dei soci esteri (siano essi società, fondi di private equity ovvero fondi di investimento) che in Italia hanno deciso di investire. Oggetto del presente scritto è l'analisi del trattamento fiscale dei suddetti compensi percepiti da amministratori residenti in Svizzera, analisi che deve essere fatta tenendo in considerazione sia quanto disposto dalla normativa italiana sia dalla normativa svizzera nonché dalle convenzioni internazionali per evitare la doppia imposizione.

Per la normativa italiana:

Il reddito derivante dall'attività di consigliere di amministrazione, remunerato con gettone di presenza, è reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Infatti in base al disposto dell'articolo 50, comma 1, lettera c-bis T.U.I.R.: "Sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente: […] le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d'imposta, […] in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica". Definita la categoria reddituale, dal combinato disposto degli articoli 23 comma 1, lettera c) T.U.I.R., il quale recita: "i redditi di lavoro dipendente prestato nel territorio dello Stato, compresi i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente […] si considerano prodotti in Italia, se le prestazioni da cui derivano sono realizzate nel territorio dello Stato"; e 24 comma 1ter D.p.r 600/1973, il quale recita "sulla parte imponibile dei redditi di cui all'art. 50, comma 1, lettera c-bis […] corrisposti a soggetti non residenti, deve essere operata una ritenuta a titolo d'imposta nella misura del 30 per cento" si evince che i suddetti compensi sono assoggettati in Italia dalla società italiana (sostituto d'imposta) ad una ritenuta alla fonte a titolo d'imposta nella misura del 30%. È importante, altresì, ricordare che nella fattispecie in cui a percepire un compenso di amministratore sia un cittadino italiano residente in Svizzera non si può prescindere anche dall'analizzare il disposto dell'art. 2, comma 2 bis T.U.I.R. in base al quale, i cittadini italiani residenti in Stati o territori Black list (i.e. Svizzera) devono fornire all'Amministrazione fiscale Italiana la prova che il centro dei propri interessi economici sociali e famigliari si trova effettivamente all'estero (i.e. Svizzera) ciò al fine di evitare che la stessa Amministrazione possa attrarre i suddetti compensi a tassazione in Italia ed assoggettarli alle aliquote ordinarie Irpef oltre che alla contribuzione previdenziale prevista per tale tipologia di redditi.

Per la normativa svizzera:

I compensi derivanti dalla carica di amministratore di società sono ivi pienamente imponibili e quindi concorrono alla formazione del reddito complessivo. A questo punto è'' quindi necessario stabilire, per evitare una doppia tassazione economica (Italia e Svizzera) se il diritto impositivo spetti allo Stato della fonte (Italia) ovvero a quello di residenza (Svizzera). Per poter dirimere la questione bisogna necessariamente basarsi su quanto disposto dalle convenzioni internazionali per evitare la doppia imposizione.

Per la normativa convenzionale:

La Convenzione contro le doppie imposizioni siglata il 9 marzo 1976 ed entrata in vigore il 27 marzo 1979 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana, prevede all'articolo 16 che il potere impositivo spetti anche allo Stato della fonte (Italia). Recita infatti il precitato art. 16: "La partecipazione agli utili, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe che un residente di uno Stato contraente riceve in qualità di membro del Consiglio di amministrazione o del collegio sindacale di una società residente dell'altro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato".

Conclusione:

Alla luce di quanto sopra esposto e sulla base dell'interpretazione delle normative nazionali e convenzionali risulta evidente che i compensi erogati da società italiane ad amministratori residenti in Svizzera sono soggetti al seguente trattamento tributario: In Italia sono assoggettati ad una tassazione definitiva del 30%. In Svizzera non sono assoggettati ad alcuna tassazione ma concorrono, attraverso la loro indicazione in dichiarazione dei redditi, alla determinazione dell'aliquota fiscale da applicare agli altri eventuali redditi di fonte Svizzera. Rimaniamo a Vostra completa disposizione per ogni ulteriore chiarimento.